

Qualcuno la riconosce?
Wikipedia ne parla come: “una bellissima villa ottocentesca, contornata di alcuni esemplari monumentali di pino d’Aleppo, chiamata Villa Delfico.”
Si tratta in effetti di ciò che rimane di una bellissima struttura, in una zona a due passi dal mare, con un ampio parco. Tutto versa al momento, in uno stato di incivile abbandono. Nel 2008 il Comune di Montesilvano deliberò lo stanziamento della somma di 1.935.000.000 euro, per l’acquisizione dei terreni circostanti e per la riqualificazione della struttura che si estende per una superficie complessiva di circa 60.000 mq. Proprio dalla delibera 239 del 22/08/2008 risulta che Villa Delfico era stata ceduta in locazione, nel mese di dicembre 1978, al Comune di Montesilvano dalla Casa Santa dell’Annunziata di Sulmona. Dieci anni dopo, i legittimi proprietari chiedevano al Comune la restituzione dell’immobile ed il risarcimento per i danni provocati, proprio dall’incuria dell’amministrazione pubblica montesilvanese. Gli amministratori in carica in quegli anni si videro costretti ad approvare uno protocollo d’intesa, per comporre il contezioso, senza adire le vie legali, tutto venne trascritto nella delibera della giunta Municipale n.785 del 23/7/1998. Tuttavia gli anni si susseguirono senza che nulla si muovesse, fino al 2005, quando il 6 Maggio fu sottoscritto tra le parti l’atto preliminare con il quale si definiva il prezzo di compravendita dell’immobile, nella misura che sarebbe stata definita da un collegio di esperti. Gruppo formato da un consulente scelto da ciascuna parte e da un terzo consulente scelto di comune accordo, tra gli iscritti all’Albo dei consulenti presso il Tribunale di Pescara. Il Collegio Arbitrale era formato dall’Ing. Mario Mammella, Gianfranco Niccolò e Mario Sinibaldi. La valutazione della compravendita fu definita in 1.200.000 euro. Al contrario l’ufficio tecnico competente reputò che la cifra da versare a titolo di indennità di esproprio, in relazione allo stato di fatto e alla situazione dell’immobile ammontava a soli 1.135.000 euro; ovviamente gli amministratori pubblici si erano adoperati con tanta solerzia nell’opera di distruzione di un patrimonio collettivo, al solo scopo di spuntare un prezzo di acquisto migliore. Il meglio, però, deve ancora arrivare. L’area e la villa hanno una destinazione d’uso F3: attrezzature e servizi pubblici, l’ex articolo 62 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G.

Nel programma dellla maggioranza di governo alla guida del municipio in quei giorni, era inserita la realizzazione di un centro culturale al fine di assicurare alla cittadinanza: “un nuovo luogo di aggregazione, socializzazione, e di offerta culturale insediando nella Villa una sale per mostre, rappresentazioni artistiche”. Perchè l’amministrazione riteneva fondamentale procedere alla riqualificazione del tessuto urbano locale e alla creazione di “percorsi di cultura, divertimento e riflessione” progettando, altresì, in loco, sistemi facilitati di accesso ai servizi e alle informazioni, promuovendo l’erogazione di servizi utili per l’aggregazione, lo scambio e la socialità degli individui creando una la connessione con la scuola, l’università e il sistema formativo nel suo complesso. E’ proprio vero che le parole sono gratis…tanto vale spenderne di pomposissime tanto poi nessuno li costringe a doverci fare i conti.
Nella foto qui sopra, noi stolti semplici cittadini vediamo il giaciglio di un senzatetto, che disperato dorme in un edificio abbandonato. Probabilmente il sindaco di Montesilvano vede in questa stessa foto un luogo di aggregazione e di scambio di socialità. Probabilmente al piano superiore c’è anche qualche aula e addirittura forse una mostra. Certo, parliamo dello stesso individuo che non vede gli extracomunitari che s’ammassano in una bindoville degna di un paese del terzo mondo, in via Ariosto, lì proprio a due passi dalle strutture ricettive alberghiere che fanno la fortuna della nostra città. La stessa amministrazione che promuove l’illegalità lasciando abbandonati a sestessi i residenti di una zona definita dalla forze dell’ordine: “sensibile”. Ma i denari necessari per l’acquisizione della villa, come li hanno trovati?. Per reperire i fondi necessari, il comune in data 04/12/2007 ha contratto un mutuo con la CC.DD.PP. posizione 4369909 dell’importo di 850.000 euro. Altri 285.000 euro sono stati erogati attraverso un finanziamento da parte dalla Regione Abruzzo – L.R. 31/12/05 n.46- L.R. 25/8/06 n.29 – Rifinanziamento L.R. 50 del 28/9/01 concernente “Contributi comuni per opere ed infrastrutture di rilevanza regionale”.
Mi pare chiaro che questi fondi non sono stati spesi nella riqualificazione dell’immobile e allora… Dove sono finiti quei soldi?
Villa Delfico giace ancora nello stato di abbandono che vi ho mostrato nelle foto, ma i soldi sono stati finanziati come risulta dall’esercizio finanziario 2008 capitolo 2619 e per quanto riguarda la somma di euro 285.000,00 nel capitolo 2780. Di questo mutuo, come collettività abbiamo pagato gli interessi, ovviamente. Se i soldi non sono stati spesi per altro, come sospetto, perchè i lavori non sono ancora partiti?
Giungiamo a tempi più recenti, 14/01/2010, l’assessore Carlo Tereo de Landerset, che in seguito a rimesso il suo mandato per questioni politiche, presentava in una conferenza stampa l’esito del concorso tra architetti per il progetto di riqualificazione Villa Delfico. Il progetto risultato vincitore è stato redatto da un gruppo modenese, guidato dall’architetto Vincenzo Vandelli, mentre il secondo posto è di un gruppo milanese, lo Studio Pier Alberto Ferrè ed il terzo della Proger.

Io di architettura capisco poco, in alcuni blog a tema, si eccepiva sull’originalità del progetto e sulla sua reale rispondenza ai criteri presenti nel bando del concorso, al quale in teoria ci si sarebbe dovuti attenere. Mi chiedo da cittadino, ma è davvero necessario realizzare quel “mostro” di cemento alle spalle della struttura originale?, perchè non posso avere un pezzo di verde…lì dove è sempre stato? Io sono andato a scuola in quella struttura, già in quei tempi lontani non godeva di ottima salute ma era “viva” ed il suo parco era pieno delle grida dei bimbi.
Ora l’ennesima amministrazione comunale di Montesilvano si rivela solo una cricca di affaristi per nulla interessati al bene pubblico, cercano solo il colpo ad effetto, in perfetto stile D’Alfonso. L’ennesimo ponte pedonale sul fiume, di cui nessuno sente il bisogno, un nuovo calice di cristallo di qualche giapponese in voga?
Ho potuto esplorare solo il pian terreno, visto che ero da solo, qualcuno si vuole avventurare con me per avventurarsi più in profondita?