…quelli che non sanno di chi è la palazzina di via Verga.
Recandosi presso gli uffici del catasto del comune di Montesilvano, infatti, è impossibile risalire alla proprietà dell’immobile che è ritratto in questa foto. Certo, le passate vicende giudiziare che hanno portato solo qualche anno fa, all’azzeramento dell’intera giunta comunale, nascevano proprio dalla connivenza affaristica tra gli eletti in consiglio comunale e le imprese edili che s’azzannano pur di ottenre un fazzoletto di riviera sul quale costruire. Tuttavia, che fosse possibile far sparire la proprietà di una intera palazzina, questo forse non mi sorprende del tutto, certamente mi lascia basito. Ecco come prolifera il malaffare in questo nostro paese, è l’ìnedia del cittadino che troppo spesso si volta da un’altra parte a permettere che amministratori corrotti proliferino all’interno delle strutture statali. Permettiamo tutti, che la politica diventi affare e che l’affare si trasformi in reato. Come è possibile smarrire l’immobile occupato da quasi 300 anime? Io lo vedo, il sindaco Cordoma è andato li in visita, quasi fosse in visita ad un paese straniero. Eppure non si è mai chiesto, mai…”ma di chi diavolo è questa palazzina?”. Il sindaco ci risulta essere un frequentatore delle ovvietà…eppure questa…deve essergli sfuggita.
Se tento di coprire il mio balcone senza gli adeguati permessi, i solerti vigili urbani suonano al mio campanello due secondi dopo l’installazione del primo pannello. In via Ariosto gli immigrati senegalesi hanno costruito un alveare fatto di lamiere, plasticoni, teli e assi di legno…e nessuno dice nulla?, i vigili urbani sono troppo occupati per denunciare la cosa?, gli amministratori troppo impegnati a farsi confezionare uno nuovo zerbino da 73o euro per risolvere questo dramma della povertà?
Vero, le baracche nello spazio incolto davanti ai palazzoni non ci sono “QUASI” più…ora staziona, lì nei pressi, una autoambulanza. Peccato, che dietro a questa operazione di facciata ci sia il nulla. Lo stesso riproporsi ciclico di azioni isolate, senza una idea di fondo, una pianificazione, una azione mirata e risolutoria. Questa mattina mi sono recato di nuovo lungo quelle vie ed ho scattato qualche foto; la seconda che vi propongo non è stata scattata lì, la differenza tuttavia è davvero poca. Non è cambiato praticamente nulla, la palazzina incriminata, vero fulcro della comunità di cittadini extracomunitari, continua a versare in condizioni igienico-sanitarie degne di un paese del terzo mondo. Sono mesi che si ripetono annunci, proclami e si solleva senza risolverla la questione degli immigrati che alloggiano in condizioni di miseria. Vogliamo dimenticare che per mesi la stessa amministrazione comunale, dopo aver reso omaggio alla suddetta comunità, ha tollerato nascondendosi alle sue responsabilità che in quelle strade proliferasse una situazione di diffusa illegalità?
Vorrei visitare un paese del terzo mondo prendendo un’aereo, non svoltanto con la macchina in via Verga.
Capeggia sul sito web della Città di Montesilvano, l’invito del Sindaco Cordoma in posa filosofica: “Parliamo della Città. Davvero.”
Io, ne voglio DAVVERO parlare, di questa città, la quarta d’Abruzzo, città a vocazione turistica. Voglio parlare di quelle aree che sembrano però invisibili a questa amministrazione comunale, a quella grande parte di cittadini che sembrano non vederla, eppure è difficile ignorarne l’esistenza.
E’ mia intenzione documentare un disagio sociale, raccontare questa storia di uomini e donne, perfino di bambini, fuggiti da una miseria semplicemente per finire dentro un’altra. Un viaggio da una bindoville all’altra. Vorrei per una volta che gli strumenti di quei “social network” di cui tutti un pò ci riempiano la bocca siano usati per denunciare “l’invisibile”, perchè se ci si indigna per una ragazzina che scaraventa dei cuccioli in un fiume, come si fa a non incazzarsi se degli esseri umani vivono a due passi da noi in condizioni indegne di un paese civile?
Vorrei, lo so sono uno che crede alle favole, che i miei concittadini per una volta uscissero dal circolo vizioso “dei post scemi su FB” e s’impegnassero a promuovere una azione solidale, ad indignarsi tanto da costringere amministratori, che con troppa leggerezza abbiamo eletto, a risolvere almeno un problema…uno solo…sarebbe già qualcosa.
Ho scelto di raccontare quello che succede quì, a due passi dal mare, dalle famiglie in vacanza, dalla gente in ferie, dall’Italia che guarda sempre lontano e così poco in casa. Perchè perfino i miei amici, molti dei miei conoscenti, qualcuno dei miei familiari…ignoravano che ci fosse lì, una situazione così grave.
Al video che ho girato tra Via Verga e Via Ariosto non ho accluso alcun commento audio, la situazione di illegalità, disagio sociale e degrado è così evidente che un ulteriore commento non avrebbe aggiunto nulla alla forza delle immagini.
Un pò di cronaca delle ultime settimane:
Mercoledì 01.09.2010
Stella Maris, identificate quattro persone che vivevano nello stabile.
I Carabinieri di Montesilvano hanno effettuato un nuovo blitz all’interno dell’ex colonia Stella Maris, dove hanno individuato quattro persone, tre stranieri ed un italiano, che vivevano nella struttura.
Giovedì 29.07.2010
Montesilvano: blitz interforze in una palazzina di via Marinelli.
Ieri mattina all’alba è scattata l’ennesima operazione condotta dalle Forze dell’Ordine per contrastare l’immigrazione clandestina. Controllata una palazzina a Montesilvano, in via Marinelli.
Giovedì 01.07.2010
Riviera Nord: blitz interforze nella pineta, arrestato un senegalese.
Blitz interforze ieri mattina nella zona de Le Naiadi, in particolare nella pineta e nelle aree verdi fra la strada parco e la riviera. Arrestato un senegalese e fermati diversi extracomunitari.
Giovedì 27.05.2010
Montesilvano: blitz in via Adda per contrastare la clandestinità.
MontesilvanoNuovo blitz per contrastare l’immigrazione clandestina sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine del pescarese. Stamane sono stati controllati 76 appartamenti in via Adda. Due gli arresti.
Martedì 13.04.2010
Montesilvano: blitz nel condominio Gemelli, un arresto e tre denunce.
Questa mattina all’alba è stato compiuto un blitz interforze all’interno di 30 appartamenti del complesso Gemelli, a Montesilvano, dove risiedono centinaia di extracomunitari e stranieri. Un brasiliano è stato arrestato, 3 persone denunciate e 7 auto sequestrate.
Il 20.03.2010 il primo cittadino si reca in via Ariosto, «prima volta il sindaco di Montesilvano Lillo Cordoma è entrato in via Ariosto, un agglomerato di case dove centinaia di immigrati vivono in condizioni di disagio circondati dalla diffidenza dei cittadini.», riporto qui una parte del virgolettato preso dall’articolo del quotidiano locale “Il Centro”. Ai nostri amministratori ovviamente non è parso disumano che centinaia di cittadini immigrati fossero ammassati come bestie in pochi metri quadri. Pasquale Cordoma, in quello stesso articolo che ho citato, si dichiara «favorevole all’integrazione, ma a patto che si rispettino le leggi», sono curioso di sapere quali leggi si rispettano negli stabili di Via Verga e Via Aristo. Cosa ha fatto l’amministrazione comunale per risalire ai proprietari degli stabili, probabilmente italiani, che approfittano in maniera indegna in un “nuovo schiavismo”, di questi disperati in cerca di un futuro migliore? In quale modo questi disonesti locatari sono stati richiamati alle loro responsabilità? Desumo che si trattati di una visita questa, dettata dall’opportunità politica di mostrarsi sensibili ad un problema reale e non perdere ticket elettorali.«Quindi: basta vivere in venti in una stanza, basta andare in giro con macchine senza assicurazione, basta vendere merce contraffatta. Capisco che non sarà facile raggiungere questo risultato, ma questo dialogo può essere un punto di partenza». Grazie Sindaco, Capitan Ovvio sarebbe fiero di lei.
Il 6.09.2010, una intera pagina di quello stesso quotidiano locale che aveva sparso miele a piene mani sulla visita a via Ariosto del primo cittadino di Montesilvano, riporta con dovizia di particolari che nulla è cambiato in quel ghetto.La situazione di degrado è peggiorata.
Uso la parola GHETTO, non ha caso. La segregazione urbana è figlia anche di politiche sull’affitto, di proprietari ITALIANI disonesti che esercitano il loro malaffare sotto gli occhi colpevoli di questa amministrazione comunale.
Anche io sono convinto, Sindaco, della necessità di dialogare con quegli immigrati che regolarmente risiedono nel nostro paese, che ci sia bisogno di puntare alla legalità non con le parole ma con interventi strutturali reali e concreti, senza spendere parole (che mi risulta siano ancora gratis) ma investendo denaro pubblico per offrire servizi reali e concreti a cittadini stranieri dei quali abbiamo (si TUTTI indistintamente) approfittato indegnamente. Che si risolva il problema alloggio, riqualificando a spese dei proprietari le attuali abitazioni occupate e sfrattando gli inquilini in sovrannumero offrendo loro una alternativa decorosa nei numerosi stabili in costruzione nella nostra città. Che si operi un reale controllo del territorio, non una mera azione repressiva di polizia. Lo sfruttamento prolifera nell’ignoranza. A Montesilvano risiedono 3255 cittadini stranieri (dati istat 2010), è tempo di garantire loro condizioni di uguaglianza anche di accesso all’istruzione, con corsi per adulti, interventi che non siano più semplice esercizio di propaganza elettorale. Innalzare lo stardard di vita di questi nuovi poveri è un obbligo, per una società democratica che rifiuta lo sfruttamento e il lavoro nero.
Ho fatto l’unica cosa che so fare, ho scritto…sono uscito dall’indifferenza…e tu?