Il 10 febbraio 2009 la Circolare Ministeriale n. 16 all’art. 3.3 vincola le scuole ad avviare una “progressiva transizione ai libri di testo online o in versione mista a partire dalle adozioni relative all’anno scolastico 2009-2010 in relazione alle disponibilità delle proposte editoriali”.
Mi è capitato di vedere in questi giorni, lunghe code nelle cartolibrerie, bimbi piegati sotto il peso di zaini pesantissimi che per permettere a questi novelli schiavi della cultura di trasportare l’inumano peso si trasformano in trolley. Mi sono chiesto, ma qualcuno conosce ed ha ottemperato a questa direttiva del ministero? Ci hanno almeno provato?. Questi insegnanti che vediamo in televisione preoccuparsi disperatamente per il loro posto di lavoro, si preoccupano davvero invece del loro ruolo?, ad esempio quando si tratta di scegliere i libri di testo. Sono bastati pochi click per scoprire che molte delle case editrici che gestiscono praticamente con un cartello monopolistico l’affare “libri scolastici” non hanno ottemperato affatto alla circolare citata all’inizio. Queste mummie dell’editoria hanno pensato che bastasse inserire un cd.rom (già…nell’epoca delle SD CARD da 64 giga questi geni stampano Compact Disc) e qualche esercizio online per entrare nella categoria “libro misto”. Deciso a sbugiardare questi menzonieri di mestiere, ho acceso il mio Tablet (già un computer sul quale posso scrivere con la penna….il misterioso inchiostro digitale) ed ho preso qualche appunto.
Immaginando con molta fantasia, di avere un adolescente deciso a perdere il suo tempo in uno dei due licei scientifici di Pescara, ho fatto due conti.

Potete leggere, credo chiaramente quanto in termini non solo di innovazione e risparmio, sia vantaggioso per la scuola italiana adottare non solo i libri di testo in formato ebook, ma anche il costo di un lettore con la capacità di inchiostro digitale non risulta particolarmente oneroso.
Sapete quanto spende il Comune di Pescara, per la fornitura dei buoni per i testi alle famiglie meno abbienti?
Leggete qui.
(Se volete scandalizzarvi cercate di scoprire quando spende il Comune di Montesilvano…non possibile ottenere nemmeno il loro bilancio…)

Un pò di conti della serva se vi va…
Ipotizzando di spendere questi denari, solo per far studiare ragazzi del biennio del liceo scienfico, possiamo dotare 384 studenti di lettore e libri digitali, mentre attraverso l’editoria tradizionale ne riforniamo 431?, un fallimento clamoroso?.
Attenzione!, “ma anche no!”
Presumendo che questa spesa per il lettore, venga effettuata con grossi volumi il risparmio potrebbe essere più alto, stiamo di fatto considerando il prezzo del lettore al singolo acquirente. Se infatti l’amministrazione scolastica pubblica, avesse fornito già un lettore allo studente, rifornendolo di soli libri digitali…ci sarebbero 1632 studenti in condizioni di ottenere gratuitamente l’accesso agli strumenti indispensabili per la loro educazione.
Certo probabilmente uno studente italiano “digitale” andrebbe ancora a lezione in una scuola fatiscente e con professori scarsamente motivati. La sua schiena ne trarrebbe giovamente e la sua “istruzione digitale” e l’accesso alla conoscenza non sarebbe più demandanta ai siti porno e al file sharing.