Motel River – Urban Explorer – Sopralluogo

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Possibile che nessuno si accorga di luoghi come questo?
Motel River. Zona dei Grandi Alberghi a Montesilvano. Il fulcro dell’accoglienza alberghiera del centro abruzzese, riferimento per la vicina Pescara e a due passi dal neonato e attivissimo centro congressi. Un area che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, polo d’attrazione per il flusso di turisti che sono la linfa vitale del commercio per l’intera riviera adriatica. Possibile mi chiedo che nessuno si sia preoccupato di mettere in sicurezza quest’area? E’ facile accedervi, basta percorrere la recinzione e si trova un cancello spalancato. Le tag dei writers sui muri dimostrano che c’è un certo “traffico” che percorre indisturbato lo stabile.

Le foto lasciano un pò a desiderare, sono state scattate con il cellulare, non avevamo la solita attrezzatura al seguito, mea culpa…stiamo ancora imparando. Si è trattato però di una sorta di sopralluogo prima del raid vero e proprio, sulla scorta dell’esperienza maturata in quello a Villa Delfico. Spesso mi chiedo dove passino la notte tutti gli immigrati che vedo avviarsi verso i marciapiedi per sistemare le loro bancarelle improvvisate, dove vivono tutti quegli immigrati che affollano il mercatino vicino alla stazione dei treni? Non possono certo abitare tutti in Via Verga, oppure dormire dentro Villa Delfico. Infatti ecco quì un altro luogo della vergogna, per il quale nessuno si indigna. Ci si indigna per quello che accade in medioriente, ci si indigna per il nucleare e l’acqua pubblica e ci si indigna per le feste di Silvio. Nessuno però manifesta contro la nuova schiavitù, quella che vede essere umani scappare dalla povertà per trovarsi ancora poveri, solo che questa volta sono circondati dalla ricchezza e dall’indifferenza. Queste foto potrebbero essere state scattate a Mogadiscio o ad Accra, non dobbiamo permettere che si possa scattarle a due passi da casa nostra.

Se questo è un ospedale…

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…italiano, forse non siamo una potenza industriale…e l’Africa non è vicina solo geograficamente. Guardate questo video.


E’ il breve racconto per immagini di una giornata di ordinaria folle burocrazia. Una giornata trascorsa all’interno dell’Ospedale Civile di Pescara, ora lo chiamano pomposamente Presidio Ospedaliero ma si tratta sempre della solita sanità italiana. Tranquilli, niente luoghi comuni. All’ombra di strutture di eccellenza, si aggiorano operatori sanitari colpevolmente ignari di essere obbligati ad offrire al malato (non UTENTE—-MA PAZIENTE) un servizio a tutela della salute. Questi figuri non indietreggiano di fronte alla sofferenza e al disagio, anzi…si prodigano per incrementarlo. Questi individui saccenti e prepotenti agiscono senza nessuno scrupolo morale. L’ultimo esempio di cui siamo stati attori e diretti testimoni riguarda il servizio di Anatomia Patologica. Dopo l’estrazione di materiale biologico dal cavo orale, mi sono sono avviato diligentemente verso il reparto di Anatomia Patologica  per consegnare personalmente un campione e lasciare che provvedessero agli accertamenti del caso. Per raggiungerlo dobbiamo attraversare l’immenso sotterraneo, copia di quelli ritratti nei film post-apocalittici. Muri sventrarti e usati come pattumiera, letti parcheggiati un pò dove capita, persone che vanno a zonzo senza nessun controllo, pavimenti lerci e segnaletica scarsa. Odore di muffa e marciume. Quando finalmente si giunge a destinazione accade qualcosa di surreale. “Spiacenti”, ci sentiamo apostrofare con lo stesso tono di chi ti rimprovera per avergli cagato in salotto. “Il servizio è disponibile al ritiro solo Lunedì, Mercoledì e Venerdi dalle nove alle undici”. Incredulo ma deciso ad andare fino in fondo a questa comica surreale chiedo “Quindi con questo campione che faccio?”…e qui il colpo di genio “lo riporti pure a casa lo conserva in frigo e poi lunedì lo riporta”. Già, Lunedì. Peccato che quel Lunedì fosse lontano almeno tre giorni, come capita a tutti i Lunedì quando è Sabato. Non ha alcuna importanza se si costringe un malato a circolare con del materiale biologico in tasca, lo si invita a tornare…perchè questo è incappato nel giorno sbagliato per farsi curare. Per molti, in un periodo di grave crisi occupazionale come questo è difficile farsi concedere due giorni interi da dedicare alla salute, questo non sfiora però questi ippopotami che occupano il loro placido stagno nel sistema sanitario pubblico. Non accade mai nulla a questi individui, malfattori travestiti da operatori sanitari. Approfittano della loro posizione che reputano intoccabile per esercitare un potere che solo la ventura di cittadini con una salute cagionevole, attribuisce loro. Queste parole servono a qualcosa?, forse almeno a sentirci meno vittime di questi vigliacchi.

Vigileremo…

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Questo è un articolo comparso di recente sul quotidiano locale il Centro, contiene l’ennesima vuota promessa del sindaco di Montesilvano. Lavori da Luglio. Rimaniamo esterrefatti da tanta sfrontatezza, nel mentire all’opinione pubblica. Basta proseguire nella lettura per scoprire che i fantomatici lavori, riguardano del primo lotto, per il successivo, quello da SEI MILIONI DI EURO, dovremo aspettare anni. Siamo nell’anno pre-elettorale, annunci come questo certo non sorprendono un elettore/cittadino di Montesilvano, avezzo ad amministratori in malafede e in qualche caso palesemente coinvolti in inchieste giudiziare. Non siamo nemmeno sorpresi di scoprire che il Sindaco non racconti in conferenza stampa del ristorante e dei due bar che dovrebbero sorgere nell’area, come previsto dal progetto vincitore del bando. Ci rassicura il nostro sindaco, racconta di aver salvato l’area da una “gettata di cemento”. Non so se il sindaco pensa di parlare ad un gruppo di bovari illetterati, ma il dubbio sorge quando la sfrontatezza di tali affermazioni cozza con la realtà dei fatti. La realtà è in un progetto che prevede che l’ampio parco mediterraneo venga sostituito da un giardino e un parcheggio, che fanno da contorno ad una seconda struttura di cemento e vetro destinata a sorgere alle spalle della Villa. Vigileremo, anche a Luglio, quando è tempo di sole e spiaggia.

Due assi di legno…

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Dopo qualche mese siamo tornati a Villa Delfico. Una ricognizione veloce, le condizioni meteo nei giorni precedenti a questa incursione erano state davvero proibitive. Giorni di pioggia intensa rendono uno stabile come quello che teniamo sotto controllo ancora più insidioso. Dopo la pubblicazione da parte del Centro di un articolo sul nostro video, non abbiamo abbassato la guardia. Questa è casa nostra, c’è la bellissima pineta…è il luogo che ci ha visto bambini, se non importa a noi…a chi altro?

Incuriositi dalle due assi inchiodate al portone principale, ci siamo avvicinati. Sul terreno reso molle e fangoso dalle piogge torrenziali abbiamo trovato i segni di mezzi per il movimento terra. C’è stato un approssimativo tentativo di ripulire dai detriti l’area del parco nelle immediate vicinanze della struttura. Tutte le finestre ora sono aperte, le imposte o ciò che ne rimane penzolano malferme verso l’esterno. Con difficoltà siamo riusciti a portarci sul lato posteriore, quello lontano dalla strada.

Bravi. Geniale. Inchiodare la porta principale e spalancare quella posteriore. A febbraio, approfittando di una pausa del gelo invernale avevamo visitato il parco che si trova alle spalle del complesso originale, abbiamo fatto delle foto e la porta era ancora a suo posto. Ci chiediamo chi abbia ordinato l’intervento, chi l’abbia realizzato ma soprattutto chi pensano di prendere per il culo. Già, così ci si sente ad essere amministrati da uomini che pensano di governare su cittadini lesi mentalmente. Bene, noi non lo siamo. Voi?

Parcheggiare…a Pescara

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Eccolo qui, l’opuscolo informativo che il Comune di Pescara ha fatto distribuire dai parcheggiatori agli ingressi della Zona di Risulta. Per la seconda volta in pochi mesi l’amministrazione comunale promuove una rimodulazione delle tariffe per i parcheggi in città. I solerti consiglieri di centrodestra, maggioranza in comune, si sono accorti che dopo il primo rialzo delle tariffe, schizzate da 1,50 per l’intera giornata a 1,50 per metà, non riuscivano ad incassare quanto sperato. Colpa dei cittadini pescaresi, che cattivi e brutti non parcheggiano come vorrebbero loro. Eccoli quindi soccorrerci con una nuova tariffazione. Ora per parcheggiare si deve versare un obolo di 2,50 euro per l’intera giornata. “Cittadini, pagate di meno!”…stromabazzano gli opuscoli e mega manifesti pubblicitari. Peccato che sia una bugia, nemmeno detta così bene. Infatti nell’Area di Risulta parcheggiano in prevalenza lavoratori dipendenti che hanno la loro sede di lavoro nel centro città, otto ore a 2,50 euro, un euro in più così, al netto delle chiacchiere. Nel pomeriggio arriva la famigliola che vuole fare una passeggiata in centro, grazie favorisca 2,50 euro, altro euro in più sfilato dalle nostre tasche. Recita lo slogan del volantino “Oltre 4.000 posti, trova il più comodo e il più conveniente”…mi prendete per il culo?
La sosta breve nell’unica area attrezzata nella Zona di Risulta costa 3 euro, se non mi ingozzo con il gelato in meno di 90 minuti. Quindi gente niente aperitivo a meno spararvi in endovena il vostro Negroni. Vogliamo commentare il costo dell’abbonamento nei parcheggi minori disseminati in città?, 50 euro mensili…ok ditemelo, noleggio un somaro e vado al lavoro a dorso di mulo, costa meno mantenere un qadrupede da trasporto che pagare i 650 euro l’anno per parcheggiare in un buco d’asfalto.

Ora che ci penso bene, l’ingresso giornaliero alla piscina provinciale costa otto euro…il Sindaco Mascia per due euro e cinquanta mi offre anche il posteggio!!Grazie, davvvero…le nostre scarpe ringraziano, il portafoglio e il fegato molto meno.

Montesilvano – Maggioranza a Pagamento

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Mantenere salda una maggioranza di governo, è impresa ardua, non solo a livello nazionale. A Montesilvano si è trovata una via alternativa alla ricerca del consenso, una via più “romana”, vicina a quella pratica diffusa nel berlusconismo rampante: denaro in cambio dell’appoggio politico. Fiducia a gettone.
Senza rispetto di alcuna regola, in spregio dei regolamenti, il Sindaco del Comune di Montesilvano elargisce fondi che solo all’apparenza risultano contribuzioni atte a favorire cultura e sociale.
Analizziamole con attenzione.

1 – Viene elergito a tempo di record, come riportato in questo articolo del quotidiano “Il Centro”, un contributo di 10.000 (diecimila) Euro alla meritoria Università della Terza Eta’, presiduta dal consigliere Maria Rosaria Parlione. Interessante esaminare come la consigliera eletta in quota PD, sostenga ora il sindaco, partecipando alla maggioranza dopo il suo passaggio nell’UDC.  Nel 2008 Cordoma non ha dato un euro all’associazione, nel 2009 il contributo è stato di tremila euro e nel 2010 la spesa è salita a diecimila euro. La spesa è lievitata proprio tra il 2009 e il 2010 quando la Parlione è approdata all’Udc. Come diceva spesso il senatore a vita Giulio Andreotti, “a pensar male si fa peccato…ma spesso ci si azzecca”
2 – Al consigliere Enrico Di Censo, promotore e organizzatore del Premio “Peso d’Oro”, l’amministrazione elargisce un contributo di 9.500 euro (a peso d’oro letteralmente…mai nome fu più indicato) perchè a detta dello stesso sindaco “È una manifestazione che porta lustro alla città e, perciò, va sostenuta. Anzi, con questo contributo, Montesilvano difende la sua dignità”. Interessante e curiosa idea di dignità quella del sindaco. Diamo pure un’occhiata al recente passato politico del consigliere presidente di questa meritoria associazione culturale e sportiva. Dopo un passato nel PD che sosteneva la maggioranza del ex sindaco Cantagallo, ricordate l’inchiesta “Ciclone”?, lui. Il Di Censo è riapprodato in consiglio grazie…indovinata a quale movimento politico…l’UDC. Si sempre la stessa Unione Democratica di Centro che sostiene il sindaco Cordoma, nelle cui file milita ora anche la Parlione.

Così prodigo nelle elargizioni verso le associazioni meritorie il Sindaco di Montesilvano non dimentica le famiglie numerose in difficoltà. Se non volete vendere i vostri figli e il vostro reddito lordo annuo non supera i 25000 euro, il sindaco vi propone di ritirae un obolo di 250 euro. Gli sfortunati costretti a sopravvivere con solo 8.000 euro l’anno si possono presentare in Piazza Diaz, per ricevere il miserabile contributo di VENTI euro, con il quale dovrebbero fare la spesa (medicinali, cibo).
Facciamo due conti: 10.000 euro elargiti con tanta solerzia all’Università della Terza Età, sono l’equivalente di un reddito annuale di un operaio al minimo salariale.  I novemilacinquento destinati al “Peso d’Oro”, potevano rappresentare l’ancora di salvezza per un intero anno di un nucleo familare in difficoltà.
Un totale di quasi VENTIMILA euro sono stati destinati a sostenere le iniziative culturali di due assessori che guardacaso sostengono ora la maggioranza del Sindaco.
Ma che strane coincidenze si registrano in Piazza Diaz.

Villa Delfico – Una triste storia di denaro

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Vorrei raccontare una storia diversa, davvero. Parlarvi di una storia virtuosa, di amministratori veramente interessati ai cittadini che li hanno eletti. Non posso, non questa volta. Potete leggere qui, uno stralcio della gara indetta dal comune. Vi sarà immediatamente chiaro il valore reale di questa zona verde. Non c’è nessun, ripeto nessun vincolo su questa area. L’alto valore immobiliare era già balzato agli occhi di imprenditori senza scrupoli. Infatti, durante l’operazione “Ciclone”, che portò all’azzeramento dell’allora giunta di centrosinistra a Montesilvano,  Vladimiro Lotorio, allora consigliere comunale della Margherita, nella sua funzione non di amministratore cittadino ma di imprenditore edile, fu accusato di aver turbato l’asta pubblica per Villa Delfico. Perchè?, ovviamente la mancanza di vincoli permetterebbe con un semplice cambio di destinazione d’uso, una turbe speculazione abitativa. Si tentò allora di costruire palazzine e villini a due passi dalla spiaggia e a ridosso della strada parco. Non si tratta di un giardinetto qualunque ma di un area verde di 10.000 - diecimila metri quadri. Gli amministratori di questa città raccontano una favola utilizzano parole di grande fascino: “culturale, conferenze, concertistiche” solo per nascondere una operazione di facciata?  Perchè non si interpellano i cittadini, per una opera che risiede profondamente nel tessuto del quartiere più popoloso di Montesilvano e in quello a più alto valore turistico?

Da semplici cittadini proviamo a dare una occhiata al progetto risultato vincitore del bando europeo indetto dall’attuale maggioranza di centrodestra. Potete farlo anche voi, sono documenti pubblici, ne abbiamo riportato degli estratti. Non c’è traccia del vasto parco richiesto, c’era da aspettarsi che viste le richieste precise nelle misure (2.812 Mq) almeno questo aspetto non venisse disatteso. Prestiamo anche attenzione a quello che accadrà all’interno di questa struttura. Troveranno infatti posto, ai margini di questa struttura social-ricreativa, un ristorante e ben due bar. Con la felicità degli esercenti che da anni in zona combattono una crisi che ha ridotto sensibilmente i consumi. Certo, cercano di venderci questa iniziativa come necessaria alla sostenibilità dell’opera, male necessario a rendere economicamente vantaggioso per le casse comunali, l’investimento in denaro fino ad ora sostenuto. Ma le tasse che versiamo direttamente, non sono anche destinate a sostenere queste opere?, paghiamo per costruirla e per sostenerla e poi una seconda volta a colpi di cappuccini e pizzette? I quesiti sono molti, rimangono i dubbi su un’operazione caduta dall’alto, senza un vero dialogo con le componenti sociali. Credo che le associazioni che da anni operano in un area che nasconde avaste aree di profondo disagio, abbiano sicuramente una opinione edotta al riguardo. Sicuramente a Villa Verrocchio, l’ultima cosa di cui c’è bisogno è una sede prestigiosa per il comune. Ben vengano le iniziative culturali, ma ci spieghino di grazia esattamente di cosa parlano, di fumo negli occhi ne è stato gettato già abbastanza, di chiacchiere senza senso abbiamo piene le orecchie.
Venite con noi…si entra facilmente.
Dall’ingresso posteriore.

Ladri e Bugiardi. Villa Delfico, in un video la verità.

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Si.
Ladri e bugiardi, gli amministratori pubblici di Montesilvano, imbecilli e anche un pò coglioni noi cittadini beoti.
Dedita al furto e al raggiro la maggioranza di centrodestra che spende 44.000 mila euro per premiare dei progetti di recupero che rimangono solo sulla carta. Stanzia fondi perduti nelle maglie molto larghe dei capitoli di spesa per questo esercizio fiscale. La colpa maggiore rimane nostra, di tutti quei cittadini che si vedono espropiati di un’area centrale e verde, assistono inerti ad una lottizzazione scandalosa. Troppo impegnati a cliccare e condividere l’ennesimo link cretino su Facebook oppure a chiacchierare della nuova sottana sotto la quale sbircia questo settantenne senza pudore che abbiamo la sfortuna di avere come presidente del consiglio. Facile impegnarsi così…lavarsi la coscienza scandalizzandosi su Facebook, indignandosi virtualmente…quando però c’è da impegnarsi in prima persona? Ovviamente nessuno si fa vivo, così mi tocca andare con due amiche, dentro il ventre molle di questo lato oscuro di Montesilvano, per raccontare quello che sta succedendo sotto il naso di tutti eppure si finge di non vedere. Come siete bravi però a lamentarvi…
Ho sentito indignarsi per l’abbandono di ”Villa Delfico”, cattolici credenti e praticanti, che si autodefiniscono impegnati nella vicina parrocchia di San Giovanni Bosco. “Non l’hanno voluta concedere”, così li ho ascoltati giustificarsi solo qualche mese fa. Bravi, in quella stessa occasione vi ho ascoltato predicare ai ragazzi l’impegno sociale, il vostro certo non è bastato, forse la verità e che quella struttura non l’avete voluta davvero, che non ve ne frega abbastanza. Dove siete quando si tratta di rischiare in prima persona, perchè non difendete uno spazio vitale per emendare dall’emarginazione e dalla povertà tutti coloro che in silenzio soffrono ai margini della società? Quando si predica dal pulpito l’impegno sociale, se non ricordo male, si dovrebbe anche invitare i fedeli a sporcarsi le mani, a confrontarsi con il disagio non a chiudersi nel comodo recinto cattolico, ripiegati in comunità chiuse di preghiera.
Di predicatori era pieno il tempio.
L’odore di corpi umani, l’odore della merda. L’odore di muffa, di marcio. C’è rimasta nelle narici e sulla pelle e siamo stati li solo per una ventina di minuti. Questo, non riesco a raccontaverlo per immagini.

Vi dissolvo alcuni dubbi, sempre che vi siano sorti. Con l’aiuto di qualche foto.

Si è abitata, credo che dietro quella porta ci sia una specie di dormitorio, ovviamente il tutto nella palese violazione della legalità e della dignità umana. Se invece vi chiedete se abbiamo una idea al riguardo, a cosa farne e soprattutto come farlo…anche qui vi tolgo il dubbio.
SI.
L a nostra idea non è certo di farne un luogo dove il politicante di turno possa fare bella mostra di se.
Questo però è argomento per un altro post.

Villino Ida – Montesilvano Spiaggia

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Mi è capitato spesso di meravigliarmi quando amici e conoscenti che stimo intellettualmente e culturalmente mi manifestavano la loro ignoranza circa l’esistenza, in una cittadina di medie dimensioni come Montesilvano, di numerosi stabili sia pubblici che privati in stato di abbandono totale. Accade infatti che da molte decine di anni, strutture una volta adibite ad uso pubblico, vengano dimenticate dalla cittadinanza e dalle autorità per divenire il simbolo dell’inedia e del lassismo, tipici di noi italiani. Siamo bravi, forse imbattibili nei “discorsi da bar”, nel criticare, offrire soluzioni, elaborare teoria. L’ostacolo insormontabile si materializza quando si prospetta all’interlocutore di turno, di coinvolgersi personalmente, d’investire qualcosa di più delle semplici parole. L’impegno è fatica, compromesso, rischio. Lo sanno bene quelli che lo predicano da un altare in chiesa, chi ne fa un impegno educativo o chi semplicemente offre il proprio tempo come volontario. Eppure, perchè in questi casi c’è sfortunatamente sempre un eppure è proprio da queste persone che si viene delusi più spesso.
Come? Continuate a leggere.
Villino Ida.
Montesilvano Spiaggia.

A due passi dal mare, a ridosso della pineta d’annunziana c’è una struttura nella disponibilità della Casa di Riposo S. Volto. Una ventina di anni fa, questa struttura, che gode di un ampio spazio perimetrale adibito a giardino, venne offerta alla vicina parrocchia di San Giovanni Bosco che la destinò al nascente gruppo scout. Per alcuni anni la proprietà fu animata dal vociare di ragazzi con la camicia blu e il fazzolettone. Il sodalizio non funzionò a lungo, la struttura tornò a spegnersi, versando nell’abbandono che abbiamo documentato con alcune foto. Come potete notare, il giardino adiacente la pineta è stato chiaramente curato da giardinieri e un locale magazzino attraversa il muro perimetrale per occupare spazio all’interno della proprietà. Ne deduciamo quindi, che chi amministra la Casa di Riposo S. Volto è a conoscenza di avere un villino abbandonato a se stesso. Probabilmente lo stato in cui versa è intenzionale, i costi di ristrutturazione e manutenzione sono del tutto inesistenti fino a quando nessuno lo utilizza. Lasciarlo crollare, alla mercè di sbandati e disperati è infinitamente più economico che affidarlo ad una associazione volontaria, destinarlo ad un uso sociale. Nel rispetto della proprietà privata non ci siamo introdotti all’interno, c’è una recinzione e un cancello sbarrato da un catenaccio, vi posso assicurare che questo non rappresenta un deterrente sufficiente a fermare qualche malintenzionato.

Mentre pensiamo al “bunga bunga”…

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…accade questo. Che l’amministrazione comunale della Città di Pescara, ve lo sbatte nel didietro senza nemmeno prendersi la briga di chidervi scusa. Tutti impegnati a commentare su Facebook, Twitter o SocialVibe l’ennesimo particolare morboso sullo scandalo del momento mentre  i veri scandali si perpetrano davanti ai nostri occhi e noi, ci voltiamo da un’altra parte…perfino ci scusiamo talvolta. Ci capita infatti di pagare per un parcheggio, vicino al centro città, addirittura ampio e capiente. Solo qualche mese fa l’avida amministrazione di centrodestra impegnata a qualificarsi come comitato d’affari, raddoppiava la tariffa per il parcheggio nella zona conosciuta come “area di risulta”, in buona sostanza si tratta dell’ampia zona coperta in precedenza dalla stazione ferroviaria. Con l’arguto stratagemma di dividere in due fasce orarie la ripartizione del parcheggio, l’amministrazione comunale di fatto raddoppiava il prezzo del posteggio. Per offrirci un servizio migliore?, certo in un certo senso di “servizio” si tratta ma di quelli che di solito si offrono nei postriboli dell’est europeo.
Il parcheggio assomigliava ad una risaia vietnamita, senza vietcong. Oppure se siete più televisivi sembrava la spiaggia dell’isola dei famosi…senza i famosi. Mi è toccato girare in questo parcheggio che viene considerato capace di ospitare “migliaia” di macchine, per un buon dieci minuti senza trovare uno straccio di pertugio dove fermare la macchina, ero quasi sul punto di desistere quando Sampei mi ha lasciato il suo posto, aveva trovato il suo pescegatto gigante.

I pescaresi, gente di giostra e di pesca come potete vedere si sono arrangiati parcheggiando un pò dove capitava tanto con l’acqua si sono sempre trovati a proprio agio. Mentre tutti ci arrangiavamo a trovare un parcheggio, i solerti parcheggiatori della cooperativa che si occupa di ritirare il dazio dovuto continuavano a far affluire automobili all’interno di un parcheggio semisommerso e pieno da scoppiare. Comodamente appoggiati alla colonnina del parcometro elettronico continuavano non curanti ad essere strumento di questa truffa che da giorni si perpetra ai danni dei cittadini.

Qualcuno può spiegarmi perchè devo pagare per questo genere di servizio, perchè sono stati installati dei parcometri se continuano ad esserci i parcheggiatori?
Mi rendo conto che è più semplice continuare a perdere il proprio tempo parlando di un vecchio che si circonda di ragazzine, di seguire la FIOM in una delle sue inutili battaglie ideologiche senza alcun significato sindacale. Scendere in piazza, denunciare e impegnarsi per quello che potrebbe “sporcarci” in prima persona è infinitamente più complesso. Più facile, pulito, anonimo e indolore, premere un “mi piace” sotto l’ennesimo link cretino oppure raccontare l’ultima sfiga che ci ha colpito come se tutto il mondo si rivolgesse intorno al nostro ego…ecco bene…tu che leggi, svegliati!

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